SCUBA RAW

a blog about wet pixels



Mar
20
2014

Tabella per l’uso dei filtri ND

In questo periodo mi sto dedicando all’uso dei filtri a densità neutra soprattutto quelli “pesanti” da 6 e 10 stop (Lee Filters BIG stopper e LITTLE stopper).

Siccome non mi piace dipendere da app sul cellulare per calcolare il tempi di esposizione a seconda del set di filtri ND che uso, indipendentemente dal fatto che non ne ho ancora trovata una che mi soddisfi, ho deciso di farmi una tabella che una volta stampata e plastificata porto sempre negli zaini fotografici.

Spero possa essere utile anche a voi.

Tabelle d'uso filtri ND

Link per il download della tabella in alta risoluzione formato PDF:

Tabella per l’uso dei filtri ND


Un paio di precisazioni sulla tabella:

Per una rapida identificazione, ho colorato e usato dimensione diversa dei caratteri per le colonne dei filtri che uso: ND 0,3 – 0,6 – 0,9 – LITTLE e BIG stopper.

L’ultima colonna, quella verde, è per l’uso combinato del LITTLE + BIG stopper.

In orizzontale ho evidenziato 3 zone; una bordata di verde, una di rosso ed una di giallo.
Ciascuna è correlata ad un filtro. La verde all’uso del LS assieme al BS, la rossa all’uso del solo BS e la gialla all’uso del LS.

Per le foto con pose lunghe, uso queste zone per andare visivamente in modo rapido ai valori di esposizione che mi interessano; normalmente da 1 minuto a massimo 3 minuti. Non mi interessano tempi oltre i 3 minuti perché la quantità di hot pixel, sia sulla D4 che sulla D800E, è per me eccessiva.

Un importante avvertimento; la Lee Filters avverte i clienti che il reale fattore di densità di ogni LS e BS può variare in + o in -. Consiglio quindi di eseguire dei test con i vostri filtri e di vedere quanto questi si scostino in + o i  meno dai valori della tabella.

Se vi piace la tabella il mio consiglio è di stamparla, non su carta lucida, poi la plastificate.

La potrete così tenere sempre nel vostro zaino e “maltrattarla” usandola sotto la pioggia, vicino a cascate e d’inverno sulla neve.

Un saluto

Nicolò

Feb
20
2014

Zeiss Distagon T* 15mm e Lee Filters

Dopo aver fatto modificare il mio Zeiss Distagon T* 15mm rimuovendogli il paraluce sono ora in grado di poter usare i flitri ad fattore ND della Lee Filters. Al momento ci sono due soluzioni:

La soluzione A, consta nell’utilizzare l’anello adattatore a vite da 95 mm della Lee Filters. Con questo adattatore l’holder della Lee si aggancia ovviamente bene però il diametro interno dell’adattatore è di 85 mm e risulta “invadere” il campo visivo dell’obbiettivo.

Se poi non si fa attenzione a posizionare i lati dove ci sono le guide porta filtri in alto e in basso rispetto al corpo macchina, si ha il risultato che anche queste finiscono nel campo dell’obbiettivo.



L’adattatore da 95mm della Lee Filters montato sul Distagon.


Qui si vede bene la differenza dei vari diametri.


Il filter holder,completo di guide porta filtri, agganciato all’adattatore da 95 mm già avvitato sul Distagon.

PREMESSE

Le foto che ho eseguito per mostrare “l’invasione” nel campo ottico da parte dell’anello adattatore sono state fatte con una D800E su cui ho montato il Distagon. Tutte le foto le ho fatte a ISO-100 e con diaframma f/11 in quanto a questo diaframma sono sicuro che non si presenti nessun fall-off. Ciò al fine che questo fenomeno non accentui agli angoli della foto il disturbo prodotto dall’invasione di campo dall’adattatore della Lee.



A-1: Distagon + adattatore 95mm e holder con guide porta filtro posizionate a SINISTRA e DESTRA rispetto al corpo macchina.

Con l’holder in questa posizione il disturbo è presente su tutta la lunghezza dei lati sinistro e destro della foto.



A-2: Distagon + adattatore 95mm e holder con guide porta filtro posizionate in ALTO e in BASSO rispetto al corpo macchina.

Come mostra la figura A.1 utilizzando questo sistema così posizionato, l’area utile della foto è di circa un 85%. Croppando così la foto, volendo mantenere le proporzioni originali, si eliminano i disturbi agli angoli.



Holder della Lee con le guide porta filtro posizionate in ALTO e in BASSO rispetto al corpo macchina.

La soluzione B è invece quella di usare il push-on holder, sempre della Lee Filters. Questo si inserisce direttamente sul corpo dell’obbiettivo avendo lo stesso diametro del copro esterno dello Zeiss modificato senza paraluce.




















Il push on holder; senza modifiche arriva con guide porta filtro a 2 slot. Nella foto qui sopra come appare con il BIG stopper inserito nella guida più vicina all’obbiettivo.




















Il BIG e il LITTLE stopper hanno stessa dimensione e fattezza.




















Senza tanti giri di parole vi dico cosa mi piace e cosa no di questa soluzione:

PRO:

Buona finitura come per gli altri holder della Lee Filters.

L’holder è assolutamente “a pacco” o “a filo” con il corpo obbiettivo. Più vicino di così, alla lente, il BIG o LITTLE stopper che sia non si potrebbe posizionarlo.
Smontando, dalle guide laterali porta filtro, il primo spessore di ritenzione dei filtri si può guadagnare quasi un altro mm ma non credo che ci siano molte differenze o giovamenti tali da pensare che cambi molto.






















Non c’è più alcuna invasione di campo da parte dell’holder























Continuerò a posizionare per tranquillità le guide porta filtro in alto ed in basso, ma adesso si ha il 100% di campo libero.


Il sistema di fissaggio al corpo obbiettivo è pratico e veloce.











































CONTRO:


L’unico problema, e assolutamente non da poco, sull’efficacia di questo sistema con diametro da 100mm è dovuto dal fatto che le guarnizioni morbide presenti sul BIG o LITTLE stopper sono troppo interne rispetto all’holder o al corpo obbiettivo dello Zeiss e quindi c’è una minima infiltrazione laterale di luce.


































































Dato il tipo di pose molto lunghe che andrò a realizzare con questi ND, rispettivamente da 10 e 6 stop, anche la minima infiltrazione di luce non è per me tollerabile. Vi saprò dire dopo aver provato il tutto ma credo che dovrò comprare della spugnettina per chiudere in maniera totale gli spiragli sui quattro lati dell’holder.



Feb
15
2014

Zeiss Distagon T* 15mm f/2.8, modifica paraluce

 

Ho fatto modificare il mio Zeiss Distagon T* 15mm f/2.8 per rimuovere il paraluce originale.

E’ un intervento che su richiesta prevede ed esegue la a Zeiss stessa. Il consiglio che vi do è di contattare direttamente gli uffici della Zeiss su in Germania in quanto ho richiesto informazioni alla FOWA Spa di Torino, che non mi ha mai risposto e alla LTR (per coincidenza sempre di Torino) che mi ha risposto dicendo che avrebbero chiesto al loro referente in Zeiss e che si sarebbero informati in merito alla mia richiesta di modifica dell’obbiettivo.

 Non si sono più fatti vivi e dopo un paio di mesi di attesa ho deciso di scrivere direttamente alla Zeiss. Questa dopo un paio di giorni mi ha risposto molto gentilmente e mi hanno lasciato la scelta se spedire direttamente a loro il 15mm oppure se passare tramite la Fowa di Torino; ho chiaramente deciso di bypassare la Fowa che non si era più fatta viva.

Il 30 gennaio ho spedito il Distagon in Germania il con DHL.

Il 6 febbraio Zeiss mi ha comunicato che l’obbiettivo è andato in lavorazione. In lavorazione hanno provveduto a: smontare e pulire la lente, modificare l’obbiettivo con il nuovo corpo frontale, eseguire test prestazionali e funzionali, eseguire immagini di prova, aggiungere un nuovo tappo a vite.

Il 10 febbraio mi hanno informato che la lavorazione era finita.

Il 12 febbraio Zeiss mi ha spedito l’obbiettivo modificato che ho ricevuto pochi giorni dopo.

 

 

 

 

 

 

 

 

Il costo dell’operazione è stato il seguente:

Costo della modifica del Distagon, incluso nuovo tappo a vite 250,00 euro

Costo di un tappo a vite extra da me richiesto  60,00 euro

Richiesta di non buttare e di spedirmi indietro assieme all’obbiettivo modificato tutti i pezzi smontati dal mio Distagon, richiesta non contemplata da Zeiss che me l’ha fatta pagare180 euro, con sconto 110,00 euro…

Costo spedizione 17,41 euro

Totale costo modifica (437,41 + IVA 19%)…520,52 euro

Feb
01
2012

With tuppence for paper and strings…

With tuppence for paper and strings
You can have your own set of wings
With your feet on the ground
You’re a bird in a flight
With your fist holding tight

Queste sono le parole della prima strofa della bellissima canzone Let’s Go Fly a Kite tratta da film Mary Poppins. Una canzone che tanto per le sue parole quanto per la sua melodia faceva e fa tuttora sognare grandi e piccini.

E “sogno” ritengo sia il termine giusto per descrivere l’oggetto di questo post; l’uscita sul mercato della nuova Nikon D800 (ammesso e concesso che questo sia il suo nome definitivo).

I rumors che si possono trovare online in merito al nuovo gioiellino dell’azienda di Tokio sono tanti, troppi. Se non si conoscono blog attendibili e si incappa in post fatti solo per far girare i contatori di visite è facile perdersi tra ciò che si vorrebbe e ciò che credo invece avremo. Per fortuna essendo stata presentata a gennaio la  D4 , abbiamo ora la certezza di cosa sia in grado di fare la nuova ammiraglia della Nikon e di conseguenza possiamo più realisticamente congetturare sulle prestazioni che avra la più piccola D800.

Le ultime news da parte di Nikon confermano che per aprile tutte le linee di produzione dovrebbero ritornare alla normalità dopo gli incredibili danni che hanno subito a seguito dell’alluvione in Tailandia. Ammesso e concesso che ciò corrisponda al vero non credo che a breve vedremo la presentazione della D800 per una semplice ragione; le olimpiadi di Londra del 2012.

Nikon ha presentato la nuova ammiraglia che potrà essere così acquistata dai professionisti in tempo per poterla usare alle olimpiadi (e che ammiraglia… 16 Mp, 11 fps, ISO 100/12.800 espandibili fino a 204.800!!!!!, video full HD 1080p). Che senso avrebbe presentare anche la D800, si meno prestante (ma fino a un certo punto) ma soprattutto meno cara. Se questa avrà le caratteristiche che ci si aspetta ( 36 Mp, 4 fps, ISO 100/6400, video 1080p) ad un prezzo attorno ai 3.000 euri, cioè circa la metà della D4, metterebbe “in tentazione” qualche professionista che probabilmente opterebbe per una scelta più economica. Inoltre credo che sempre a seguito dei problemi di ripristino delle linee di produzione, Nikon non potrebbe essere in grado in così poco tempo di soddisfare con la sua produzione sia la domanda per la  che quella della D800. Quindi si concentra il tutto sull’ammiraglia, ci si fa le olimpiadi e da settembre in poi ogni momento sarà buono per il debutto della D800.

Discretamente interessante il racconto fatto fin qui ma qualcuno potrebbe chiedersi quanto e in che modo ciò possa interessare al sottoscritto. Molto, dannatamente molto. Perchè significa che se tutto va bene (con una ipotetica presentazione della D800 in autunno) non è assolutamente aleatorio immaginare che io possa riuscire ad acquistare la D800 a dicembre 2012 o addirittura nei primi mesi del 2013 in quanto la domanda sarà a mio avviso superiore all’offerta. Presa la macchina dovrò poi aspettare che sia disponibile lo scafandro e non penso quindi che la Seacam sarà in grado di consegnare se non prima di aprile/maggio 2013. E ciò a sua volta significa semplicemente che non potrò fare foto con la nuova macchina prima dell’estate 2013. Decisamente una bella attesa perchè fino ad allora la mia dignitosa ed onorevole D200 farà sentire tutti i suoi anni.

E quindi non mi resta che sognare, sognare magari che in Tailandia durante l’alluvione i coccodrilli che pascolavano all’interno dello stabilimento della Nikon non siano restati con le mani in mano e che abbiano anche loro contribuito ad assemblare qualche D800 e che quindi a giorni ne sentiremo l’annuncio e vedremo gli scaffali del nostro negoziante di fiducia pieni di belle scatolone Nikon color oro…

 

Intano possiamo permetterci qualche sorriso davanti alle arrembanti stranezze made in USA; ecco qui un bello scontrino di un negozio a Huston che accetta già preordini sulla D800 a USD 2,699.99!

(credit: nikonrumors.com)

 

ALLUVIONE in TAILANDIA:

Per chi non lo ricordasse nell’ottobre 2011 la Tailandia è stata colpita dalla peggiore alluvione degli ultimi 50 anni che ha allagato circa un terzo del paese ed in modo particolare la zona centrale. In questa importante area industriale hanno sede molti stabilimenti di produzione di importanti multinazionali, tra cui la Nikon che produce nel suo stabilimento reflex digitali ed obbiettivi.

L’acqua ha toccato quasi i 3 metri allagando completamente il piano terra dello stabilimento dove si trovano le linee di produzione. Ci sono volute circa 6 settimane per pompare fuori l’acqua. Nikon crede di poter tornare ai normali livelli di produzione per la fine di marzo 2012 e ritiene che questo incidente gli ha provocato, provocherà danni per mancate vendite per circa 700milioni di euro.

I 2,87 metri d’acqua che hanno invaso lo stabilimento della Nikon

(credit: nikonrumors.com, noppatjak)

Jan
23
2012

“I’m pushing the limits”

Con questa frase mamma Nikon ha presentato la nuova ammiraglia, la D4.

 

Leggendo la scheda di presentazione e tutte le specifiche, devo dire che ne vien fuori proprio una bella macchina; sensibilità da 50 a 12.800 ISO (esattamente il doppio rispetto alla D3) e fino a 204.800 equivalenti ( qui la D3 si fermava a 25.600…), 11 fps, processore EXPEED 3, un buffer che consente di riprendere fino 100 fotogrammi in RAW a 11 fps, funzione D-Movie Full HD a 1080p, ciclo di vita di 400.00 scatti, uno slot per le CompactFlash e uno per le nuove XQD (in media le migliori compact flash arrivano ad una velocità di scrittura massima di circa 90 MB/s, le nuove XQD invece partono da una velocità di 125 MB/s).

 

 

Il primo dubbio che mi assale dopo un’attenta rilettura di tutte queste caratteristiche e se non rischi seriamente di “spingere i limiti” ma non quelli della macchina, bensì quelli dei nostri PC!

Fermo restando il fatto che il mio personale oggetto del desiderio non è la D4 ma la D800 e che è logico pensare che questa avrà prestazioni più soft dell’ammiraglia (video a parte in quanto pare che entrambe acquisiscono filmati allo stesso modo), sono comunque preoccupato che l’hardware dei nostri PC farà fatica a gestire il flusso di dati delle nuove macchine.

 

Un esempio? Con la D300 scatto solo in RAW e ciascun file pesa circa 11,6 MB. Una CompactFlash da 16 GB  tranquillamente ne tiene più di 1200 e ad una velocita di trasferimento di circa 30 MB/s riesco a scaricare tutta la scheda sul PC in circa 7 minuti.

Con la nuova D800 scattando in RAW quanto sarà più pesante ciascun file? E se poi useremo le nuove XQD della Sony da 32 GB, quanti file RAW riusciremo a stiparci dentro? In conclusione, quanto tempo ci metterò a scaricare la scheda sul PC? Per non parlare poi della gestione vera e pripria del flusso di lavoro, vero problema dell’aumento delle dimensioni dei file. Già adesso con un archivio personale di circa 416 Gb a navigare, caricare anterpime ed altro il PC, anzi wrokstation perchè trattasi di workstation, incomincia ad ansimare nonostante uno “tsunami” di RAM e la dedicata scheda video Nvidia Quadro

Ovvio che usciranno nuovi lettori di schede con velocità di trasferimento sempre più veloci, già ci sono poi hard disk a stato solido (SSD) che sono ultra veloci ma anche ultra cari (fino a 3.000 euro per un disco da 1 TB…), poi arriveranno le nuove versioni di Photoshop, Lightroom e compagnia bella che manderanno in crisi anche il migliore PC che abbiamo in mano oggi. Ma se vorremo restare al passo e far girare anche degnamente il flusso di lavoro dei video (già perchè non va dimenticato che faremo anche i filmati e che quindi ci trastulleremo anche con Dreamweaver…) tra nuove ram, processore e schede video la mano che occorrerà mettere al portafoglio finirà per essere come al solito pesante, forse stavolta troppo.

Intendiamoci non voglio fare una scontata morale su dove ci porti la tecnologia e le logiche commerciale che la accompagnano in quanto sono il primo che non vede l’ora di mettere le mani sulla nuova D800. Semplicemente penso che ci si possa anche incominciare ad accontentare. Un esempio? Al posto di scattare immagini con formato FX a 4.928 x 3.280 magari farlo ad una minore dimensione e settarsi i NEF a 12 invece di 14 bit.

Di sicuro ci sarà un aumento delle dimensione dei file anche perchè non si può pretendere che questa non aumenti se esponenzialmente lo fa la qualità degli stessi, ma un conto è un aumento e un conto è un raddoppiamento o una triplicazione delle dimensioni.

 

 

 

 

Dec
05
2011

Birth of a Calendar

Forse non tutti lo sanno ma il processo di stampa di un calendario fotografico è un processo molto interessante. Nonostante questo necessiti di notevoli macchinari, sia per quanto riguarda le dimensioni sia per le prestazioni di stampa, un ottimo risultato è anche frutto di una buona ed esperta dose di esperienza professionale dei tecnici della tipografia.

Ho avuto modo di poter seguire tutto il processo di stampa dell calendario 2012 presso la Tipografica Monti di Saronno e ho ritenuto interessante condividere con voi questa esperienza.

 

La prima cosa che colpisce sono le dimesnioni del macchinario di stampa e il percorso che il foglio di carta, lungo 1 metro, fa tra i suoi rulli.

Il macchinario di questa tipografia ha 6 “moduli” di stampa ma mi hanno detto che ogni impianto è modulabile sulle esigenze della tipografia e quindi, volendo, si possono realizzare impianti anche a più di 10 moduli.
 

Un vista di insieme del macchinario e della console di controllo.

 

Il percorso del mio calendario, il cui colore di base del foglio è il nero, iniza con una prima passaggio nel macchinario del foglio di carta che in origine è bianco. In quasta prima fase viene quindi data la colorazione nera di contorno.

 

Si imposta la quantità di ogni colore guardando quanta ne richiederà la lastra.

 

Poi quando sui fogli, si parla di quasi più di 500 copie per avere un calendario finito di 150 pezzi, è stato dato il nero e il foglio si è ben asciugato, si procede con il successivo passaggio di stampa dove si darà colore alle foto e ai testi.

 

Per ogni colore, e in verticale, si corregge la quantità che verrà data al foglio.

 

Ogni volte che viene avviata la stampa il macchinario necessita di diverse stampe. Innanzitutto per raggiungere il corretto regime di stampa e al contempo per assestarsi, ovvero per fare in modo che ogni modulo dia la nuova quantità di colore al foglio.

 

I 6 moduli in serie del macchinario.

Qui vediamo la “testa” di un modulo. In questo caso caricato con il giallo.

 

Nov
01
2011

Image Deblurring…

…ovvero come ti rimuovo la sfocatura da una foto!

Lo scorso ottobre, all’Adobe MAX, l’omonima software house di San Jose ha presentato con i soliti sneaks alcune nuove funzionalità di Photoshop. Tra questi il più succulente ad essere stato mostrato è stata la demo dell’image deblurring.

In poche parole si prende una foto bella mossa, si schiaccia un bottone, il software l’analizza e capisce quale sia stato il movimento che ha portato a sfuocare la ripresa della foto, si schiaccia un altro bottone e la foto non è più sfuocata. Terribilmente semplice quanto efficace.

Il video di questo sneak rende l’idea meglio di qualsiasi parola.

 

 

 

 

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